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Venerdì, 16 Gennaio 2026 10:05

Revisione Legge Delrio, Marcon (UPI Veneto): “Non si può più attendere: Province disponibili a intervenire anche sul fronte sicurezza”

Ridare un ruolo chiaro agli Enti serve anche per incrementare sicurezza territoriale a tutela dei cittadini”

Il presidente dell’Unione Province del Veneto, Stefano Marcon, ritorna sulla necessità di riformare le Province rivedendo la legge 56/2014 “Delrio”, anche nell’ambito della riforma del Testo unico degli Enti Locali: un passo che permetterebbe di conferire un ruolo più chiaro agli Enti e risorse adeguato per lo svolgimento delle funzioni di coordinamento intermedio di area vasta tra Regione e Comuni. Ma non solo: sbloccare la situazione di “limbo” attuale, mutuando quanto sottolineato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’Assemblea nazionale delle Province italiane a Lecce del 25-26 novembre scorso, e ribadito dal presidente UPI nazionale Pasquale Gandolfi, potrebbe permettere agli Enti Provincia di contribuire anche alla sicurezza territoriale, pensando a una modalità di coinvolgimento della Polizia provinciale, al fianco delle Forze dell’Ordine locali, per le attività di prevenzione e contrasto agli episodi di violenza e alle attività illecite.

“Non si può più attendere: la riforma delle Province è necessaria per rispondere alle esigenze dei Comuni e dei cittadini in modo ancor più efficace, in linea con le indicazioni della Regione, nel ruolo di coordinamento intermedio che gli Enti sono chiamati a rivestire – le parole di Stefano Marcon, presidente dell’Unione Province del Veneto - il PNRR ha reso ancor più evidente la capacità amministrativa e strategica delle Province: grazie ai nostri Enti, che hanno saputo intercettare e investire, solo in Veneto, oltre 200 milioni di risorse dal Piano di Ripresa e Resilienza, entro questo primo semestre 2026 saranno portate a termine le opere di riqualificazione degli edifici scolastici superiori avviate nell’ultimo biennio dalle 6 Province venete e dalla Città Metropolitana. Come evidenziato oggi dal presidente di UPI nazionale Gandolfi, abbiamo dimostrato di essere organismi attendibili, ma è fondamentale prevedere un programma post PNRR che ci consenta di continuare a garantire l’efficacia dei servizi e delle attività svolte dalle Province per i territori di competenza”

“Un tema diventato centrale ormai da tempo è quello della sicurezza pubblica – continua Marcon - le Province potrebbero entrare in campo anche su questo, sulla linea del rinnovamento che si sta attuando in materia di Polizia locale, pensando a un coinvolgimento attivo della Polizia provinciale, oggi impegnata sul fronte della vigilanza ittico-venatoria, che potrebbe (con adeguate risorse e modalità) dare un contributo importante al fianco dei colleghi delle Forze dell’Ordine per le attività di prevenzione, monitoraggio e contrasto agli episodi di violenza urbana e ad altre attività criminose, anche con l’emanazione di sanzioni. Naturalmente, questo sarebbe possibile pensando ad un rafforzamento degli organici ed una definizione certa sugli ambiti di competenza. In questo contesto, oltre al progetto di legge già da tempo all’esame del Parlamento per il riordino delle funzioni e dell’ordinamento della polizia locale, il tema può essere affrontato anche a livello regionale definendo un piano di valorizzazione della polizia, in collaborazione con ANCI e UPI.

Un confronto aperto, anche sulla destinazione alla Regione, nei limiti in cui la legislazione statale lo consente, degli introiti delle sanzioni che andrebbero a cofinanziare i maggiori costi per il personale da destinare agli Enti Locali, evitando di erodere i loro spazi assunzionali e la relativa sostenibilità finanziaria. Il dialogo aperto tra la Regione e gli Enti Locali, affermato convintamente dal Presidente Stefani, è una grande opportunità per fare sistema nel nostro territorio e, specificamente per Province e Città Metropolitana, l’occasione per ridefinire gli ambiti di competenza rimaste nel limbo dopo la Legge Delrio e, tra queste, viste le esigenze che provengono dal territorio, un ruolo più chiaro anche su aspetti strategici, come quello della sicurezza, alla luce della profonda conoscenza e consolidata esperienza amministrativa che le Province hanno costruito capillarmente, in tanti anni, a livello territoriale”.

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