Si sono concluse questa mattina le operazioni di scrutinio per il rinnovo del Consiglio della Provincia di Padova: come riporta la presentazione (in allegato) a cura dell'Ufficio Stampa della Provincia, l’affluenza complessiva registrata ieri è stata di 1.122 elettori, pari all’81,30% degli aventi diritto, confermando la significativa partecipazione degli amministratori locali chiamati alle urne.
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L’Unione Province del Veneto ricorda che domani, domenica 14 giugno, si svolgeranno le elezioni di secondo livello per il rinnovo del Consiglio Provinciale di Padova: come previsto dalla legge 56/2014, non votano i cittadini, ma solo i sindaci e i consiglieri comunali in carica dei Comuni appartenenti al territorio provinciale, chiamati ad eleggere i nuovi consiglieri provinciali. Le operazioni di voto si terranno dalle ore 7 alle ore 22 presso la sede della Provincia di Padova, in piazza Bardella 2. Lo scrutinio avverrà nella mattinata di lunedì 15 giugno.
Due le liste di candidati:
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“Tutta la provincia – Uniti per il territorio”, con rappresentanti del Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra e liste civiche;
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“Centrodestra per Padova e provincia”, con rappresentanti di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e UDC.
Per la lista “Tutta la provincia – Uniti per il territorio” risultano candidati: Stefano Agujari Stoppa (Este), Michela Bottaro (Battaglia Terme), Sofia Borile (Pontelongo), Bruno Cacciavillani (Padova), Elvio Canazza (Solesino), Marco Concolato (Padova), Emanuela Gastaldello (Lozzo Atestino), Gianfranco Gentile (Mestrino), Giada Giorgi (Pozzonovo), Cristian Guarise (Cinto Euganeo), Anna Iraci (Limena), Paola Martin (Piove di Sacco), Davide Moro (Due Carrare, sindaco), Enrico Perusin (Camposampiero), Federico Rampin (Piazzola sul Brenta) e Katia Svaldi (Ponte San Nicolò).
Per la lista “Centrodestra per Padova e provincia” risultano candidati: Stefano Baraldo (San Martino di Lupari), Lisa Bregantin (Pontelongo, sindaco), Massimo Cavazzana (Tribano, sindaco), Silvia Doro (Piove di Sacco), Moreno Giacomazzi (Santa Giustina in Colle, sindaco), Vincenzo Gottardo (Campodoro), Marcello Marchioro (Casale di Scodosia, sindaco), Renata Michielon (Curtarolo), Elena Pagetta (Villanova di Camposampiero), Umberto Perilli (Conselve, sindaco), Giulia Pesce (Camposampiero), Sofia Pinato (Legnaro), Luigi Sabatino (Cittadella), Michele Sigolotto (Borgo Veneto, sindaco), Enrico Turrin (Padova) e Graziella Vigri (Villa del Conte).
Il Consiglio Provinciale è l’organo di indirizzo e controllo della Provincia. È composto dal Presidente della Provincia, da sedici consiglieri provinciali e resta in carica per due anni. L’attuale mandato presidenziale giungerà invece a scadenza nel mese di settembre.
Possono votare ed essere eletti consiglieri provinciali i sindaci e i consiglieri comunali in carica nei Comuni appartenenti al territorio della Provincia di Padova. La cessazione della carica ricoperta nel proprio Comune comporta automaticamente anche la decadenza dalla carica di consigliere provinciale.
Il voto è ponderato, ossia assume un peso differente in base alla popolazione del Comune rappresentato dall’elettore, secondo il seguente schema:
• Comuni fino a 3.000 abitanti: Fascia A (azzurra)
• Comuni da 3.001 a 5.000 abitanti: Fascia B (arancione)
• Comuni da 5.001 a 10.000 abitanti: Fascia C (grigia)
• Comuni da 10.001 a 25.000 abitanti: Fascia D (rossa)
• Comuni da 100.001 a 250.000 abitanti: Fascia F (fucsia) – Città di Padova
Una volta concluse le operazioni di voto e chiuso il seggio elettorale, le schede saranno custodite per l’avvio delle operazioni di scrutinio previste nella mattinata di lunedì 15 giugno, quando sarà definita la composizione del nuovo Consiglio Provinciale di Padova e proclamati gli eletti. Per tutte le informazioni aggiornate visitare il sito della Provincia di Padova al link: https://www.provincia.pd.it/elezioni-consiglio-provinciale-2026
“E’ fondamentale che il territorio senta forte la presenza dello Stato e l’incontro con il ministro Piantedosi ci ha rassicurato con comunicazioni importanti in merito al rafforzamento dell’organico delle forze dell’ordine, pattugliamenti da parte di nuclei specializzati, investimenti per le dotazioni tecnologiche. Un incontro sicuramente positivo, che siamo certi rafforzerà la collaborazione tra vari livelli di governo.”
Questo il commento del presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin a margine della riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica convocato per questa mattina dal Prefetto di Vicenza Filippo Romano e a cui ha partecipato anche il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi.
Il presidente Nardin ha espresso un sentito ringraziamento per l’attenzione che il Governo sta dimostrando nei confronti del vicentino. “Un territorio complesso -ha sottolineato Nardin- dove insistono numerosi comuni, sia grandi che piccoli, che meritano tutti eguale considerazione, specialmente in una fase in cui si affrontano temi delicati come la Tav. Al di là e oltre il controllo degli spazi pubblici, ho voluto rimarcare al ministro l’assoluta necessità di tutelare le abitazioni e le aziende dei privati, poiché la salvaguardia della proprietà privata rappresenta un pilastro fondamentale per la comunità. Il vicentino è storicamente un territorio laborioso e caratterizzato da una forte produttività e questa stessa concentrazione economica lo rende purtroppo un obiettivo particolarmente appetibile per la criminalità. Tra le criticità emerse, è stata evidenziata la manifestazione di fenomeni legati alle baby gang o a dinamiche similari, contesti sui quali l’attenzione istituzionale deve rimanere massima.”
“Ho ringraziato il ministro Piantedosi per la ripresa delle assunzioni e il rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine. Oltre a questa misura, sul territorio sono operativi anche agenti di unità specializzate, capaci di agire in maniera capillare e mirata. Un esempio concreto sono i reparti di prevenzione del crimine, utilizzati in modo rilevante e strategico per rafforzare la sicurezza nel vicentino. Non sono numeri che troviamo negli organici, ma sono agenti che vediamo concretamente sul territorio. Un modello operativo che sta dando riscontri importanti. Come li stanno dando i provvedimenti recentemente adottati in materia di sicurezza urbana, con particolare riferimento alle ex "zone rosse", oggi ridefinite come zone a vigilanza rafforzata, che in contesti specifici, come l'area della stazione ferroviaria, hanno già fatto registrare risultati visibili. Abbiamo accolto con favore anche la notizia del finanziamento delle dotazioni tecnologiche destinate alla Pubblica Amministrazione, con l'auspicio e l'augurio che tali misure di sostegno possano in futuro essere estese anche ai soggetti privati. “
“Un focus approfondito è stato dedicato al percorso di rientro degli immigrati problematici, un aspetto che il Ministro ha evidenziato come centrale per il mantenimento della sicurezza pubblica locale. Condivido pienamente sia la necessità di tali interventi, sia l’importanza della collaborazione delle istituzioni affinché le procedure di rimpatrio non trovino ostacoli da parte di nessuno.”
Fonte: Ufficio Stampa Provincia di Vicenza
Le Province del Veneto, insieme alla Città Metropolitana di Venezia, si confermano tra le realtà più solide ed efficienti d’Italia nella gestione delle gare pubbliche attraverso le Stazioni Uniche Appaltanti e le Centrali di Committenza. È quanto emerge dal dossier nazionale “L’evoluzione degli appalti negli ultimi 10 anni nelle Stazioni appaltanti e Centrali di committenza delle Province”, realizzato dall’Unione Province d’Italia (UPI, www.provinceditalia.it ) sulla base dei dati ANAC aggiornati al 31 marzo 2026, e rilanciato dall’Unione Province del Veneto per i risultati ottenuti dagli Enti veneti.
L’analisi evidenzia come il Veneto sia la seconda regione italiana per volume complessivo delle procedure gestite dalle Province nel periodo 2016 – primo trimestre 2026, subito dopo la Lombardia e prima del Lazio, con un importo totale pari a 7,13 miliardi di euro.
Nel dettaglio, le Province venete e la Città Metropolitana di Venezia hanno gestito complessivamente 32.126 procedure CIG e SmartCIG ( contratti d’appalto, accordi quadro e convenzioni, contratti di concessione, servizi e forniture) e 8.169 opere finanziate (dato riferito ai CUP, ovvero ai Codici Unici di Progetto, che in un appalto si riferiscono appunto all’opera che si sta finanziando e che permettono di monitorare dunque la destinazione dei fondi pubblici utilizzati).
Dalla fotografia elaborata da UPI nazionale emerge inoltre che oltre il 69% degli importi gestiti in Veneto riguarda il settore dei servizi, seguito dai lavori pubblici (27,7%) e dalle forniture. Tra le modalità di realizzazione prevalgono i contratti di appalto, che rappresentano oltre il 38% del totale.
A livello territoriale, le realtà provinciali con il maggiore volume di importi gestiti risultano Treviso, Vicenza e Città Metropolitana di Venezia, seguite da Padova, Verona, Belluno e Rovigo, a conferma di una rete amministrativa diffusa e capace di supportare efficacemente i territori.
Il dossier nazionale di UPI sottolinea come negli ultimi dieci anni le Province italiane abbiano aumentato in modo significativo il numero e l’ammontare degli appalti gestiti: si è passati da circa 2 miliardi di euro nel 2015 a circa 9,6 miliardi di euro nel 2025. Tra il 2020 e il 2025 il volume degli appalti è addirittura triplicato, anche grazie al ruolo assunto dalle Province nella gestione dei progetti PNRR e nella qualificazione delle stazioni appaltanti.
Secondo il dossier, tutte le 88 Province italiane risultano oggi qualificate a regime nel 2026 e ben 56 Province gestiscono gare non soltanto per sé stesse, ma anche per oltre 2.500 Comuni ed enti convenzionati con le rispettive centrali di committenza.
Particolarmente significativo anche il dato relativo al primo trimestre 2026: gli appalti gestiti dalle Province italiane hanno raggiunto 1,8 miliardi di euro, contro gli 0,5 miliardi registrati nel primo trimestre 2017.
“La crescita registrata dal sistema delle Province venete – sottolinea il presidente di UPI Veneto, Flavio Pasini – dimostra la capacità degli enti provinciali di svolgere un ruolo strategico nella gestione degli appalti pubblici e nel supporto ai Comuni, soprattutto in una fase complessa come quella dell’attuazione del PNRR. I dati del Veneto confermano l’efficienza e la competenza tecnica sviluppata dalle nostre strutture amministrative delle Province, che rappresentano oggi un punto di riferimento fondamentale per i territori”.
Affluenza al 65,26% nel Bellunese, vicina all’80% nel Veronese
L’Unione Province del Veneto comunica che si sono concluse le elezioni di II livello per il rinnovo dei Consigli Provinciali di Belluno e Verona, svoltesi nella giornata di domenica 17 maggio 2026, secondo quanto previsto dalla legge 56/2014. Alle consultazioni erano chiamati al voto sindaci e consiglieri comunali dei Comuni appartenenti alle due Province. Per la Provincia di Belluno ha votato il 65,26% degli aventi diritto, mentre per la Provincia di Verona l’affluenza si è attestata sull’80%.
Terminate le operazioni di scrutinio, nella mattinata di oggi, lunedì 18 maggio 2026, si sono svolte le proclamazioni ufficiali degli eletti nei nuovi Consigli Provinciali.
Per la Provincia di Belluno, sono stati proclamati i nuovi consiglieri provinciali così suddivisi:
Lista “FUTURA – CENTROSINISTRA BELLUNESE” – 4 seggi
• Sindi Manushi
• Ilenia Bavasso
• Chiara Cesa
• Nicola Vieceli
Lista “OBIETTIVO PROVINCIA” – 2 seggi
• Vanessa De Francesch
• Renzo Minella
Lista “PROGETTO DOLOMITI” – 4 seggi
• Alberto Peterle
• Marzio Sovilla
• Donatella De Pellegrin
• Alberto Vettoretto
Per la Provincia di Verona, la proclamazione degli eletti si è svolta poco dopo le ore 12 a Palazzo Capuleti.
Alla lista “Rete!” sono stati assegnati 5 seggi. Entrano in Consiglio Provinciale:
• Alberto Mazzurana
• Luca Trentini
• Erica Vianini
• Matteo Melotti
• Francesco Casella
Alla lista “Centrodestra Verona” sono stati assegnati 11 seggi. Eletti:
• Paolo Longhi
• Davide Bimbato
• Roberto Danieli
• Davide Furlani
• Stefano Negrini
• Maria Orietta Gaiulli
• Sara Moretto
• Roberto Albino Zorzi
• Silvia Fiorio
• Alessandra Caterina Ravelli
• Michele Taioli
I consiglieri provinciali resteranno in carica per due anni, o comunque fino alla cessazione del mandato amministrativo nei rispettivi Comuni.
L’Unione Province del Veneto rivolge ai neoeletti gli auguri di buon lavoro, sottolineando l’importanza del ruolo delle Province nel coordinamento territoriale, nella pianificazione strategica e nel supporto ai Comuni del territorio veneto.
Redattore: Samantha De Bortoli
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